progetto

Quattro classi dell’Istituto Comprensivo “Olivieri” sono state coinvolte in un processo di osservazione, ricerca e rielaborazione in chiave creativa degli elementi che costituiscono il paesaggio che li circonda.

Obiettivo generale del progetto è  quello di crescere cittadini consapevoli delle risorse che il proprio territorio mette a disposizione, in prospettiva di un loro uso innovativo e rispettoso.

Una serie d’incontri con associazioni locali, imprese, esperti e cittadini, uniti ad escursioni e laboratori con artisti, hanno accompagnato gli studenti in un percorso di ricerca finalizzato alla costruzione di una mostra multimediale, ora ospitata all’interno del  Museo Naturalistico, arricchendolo così  di nuovi contenuti,  utili a scoprire da punti di vista inediti il territorio del Parco Naturale.

Il mondo rurale che caratterizza il territorio in questione, è un’ottima risorsa educativa per i giovani che lo vivono. Esso offre una moltitudine di finestre su nuove opportunità, dalla sperimentazione di nuove forme di abitabilità sostenibile, alla reinterpretazione delle tradizioni culinarie e dei saperi artigiani, alla possibilità di creare innovazione a partire dal patrimonio storico-culturale.

ABITARE, MANGIARE, LAVORARE sono le tre chiavi con cui il progetto si è strutturato, guardando ad un territorio caratterizzato da borghi e centri rurali costruiti in dialogo e sintonia con l’ambiente, capaci di trasmettere sapori antichi (i frutti dimenticati di Tonino Guerra, i numerosi vivai che mantengono le sementi antiche, i forni biologici, gli orti, la selvaggina, ecc) e saperi (arte, artigianato, agricoltura, caccia).

Un paesaggio seminato di storie e leggende, siti archeologici (Città del Sole, insediamenti romani, medievali), arte antica e contemporanea (Musei contadini, Biblioteche, Archivi storici, Associazione Tonino Guerra, TAM fondazione A.Pomodoro), e soprattutto luoghi di grande rilevanza naturalistica (Sassi di Simone e Simoncello, la cerreta più grande d’Europa, i pascoli del Monte Carpegna).

Il dialogo tra scuola, Museo e territorio ha portato i partecipanti a vivere attivamente i luoghi, a relazionarsi con i loro abitanti, ad accrescere la consapevolezza dei valori e delle criticità che un contesto rurale può offrire.

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